Pauline London
Quiet Skies

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Descrizione

Questo è il primo lavoro discografico di Pauline London, cantante, compositrice e autrice, la cui musica è attraversata da suggestioni jazz, lounge, nu-jazz, latin-bossa, legate da una vocalità incisiva e rarefatta al tempo stesso. Nata come jazz-singer Pauline si sposta con disinvoltura verso i territori della nuova scena elettronica, riuscendo a miscelare con efficacia brani dal gusto jazzy alle nuove sonorità.
Partecipa negli ultimi anni a vari progetti discografici, in veste di vocalist e autrice, tra i quali ricordiamo Barrio Jazz Gang. Con i Dynamic Four incide il brano ‘I Should Forget’ inserito nella compilation Jazz Lounge dell’etichetta americana Water Music accanto a brani di artisti tra i quali Norah Jones, Koop, St Germain e Chet Baker. ‘Quiet skies’, album di debutto, rivela un mix di sonorità raffinate ed evocative che seguono il successo ottenuto dalla performance vocale della ormai nota song ‘Linda Cançao’ trasmessa da tutte le radio italiane e in particolar modo da RMC nei segmenti serali dedicati alla musica di qualita’. La matrice compositiva è sospesa tra la jazz-song, il pop raffinato e l’essenzialità di loop ipnotici ed avvolgenti di attualissimo stampo. Ci conduce dal cool-jazz fino ad arrivare ai caldi territori della bossa-nova, lungo un percorso sonoro accattivante e suggestivo. Le 13 tracce originali, tutte firmate da Pauline e ben supportate da un ottimo lavoro di arrangiamento, catturano l’ascoltatore con il loro mood riflessivo e solare.Pauline ha cantato e studiato il repertorio delle grandi jazz vocalist, tra le quali Sarah Vaughan, Ella, Carmen McRae, Dinah Washington ed interiorizzato le grandi interpreti della bossa nova da Astrud Gilberto ad Elis Regina. E’ anche una valida vocal improviser che raccoglie la tradizione dello scat singing arricchendola con fraseggi derivati da altri linguaggi musicali come la musica etnica e il pop.
Il CD apre con la profonda ed intensa ‘Love can sing’, dal gusto cool, ma dotato di una spiccata emotività, resa ancor più preziosa dal “magico” intervento del sax soprano del grande Paolo Innarella.
‘Stay by my side’ si caratterizza per l’ arrangiamento broken beat con l’ausilio dell’orchestra d’archi, mentre la melodia aleggia suadente e ciclica.
La terza traccia, ‘Out of the winter’ è un raffinato richiamo ad atmosfere solari e leggere ben rese dalla cantabilità e dai colori del sax e della voce. Un intimo e caldo assolo ritmico della chitarra jazz, che conduce al finale del brano, ci regala momenti di assorto e rilassante piacere.
‘Sing a lullaby’ è una latin-dancefloor track dall’andamento ritmico infoucato e dal superbo electronic touch. La voce è il giusto contrappunto ad un’atmosfera da happy party che si puo’ ritrovare a Rio de Janeiro, come all’Havana o in un beach-club durante l’estate tropicale.
La chitarra ripete un riff di notevole forza, che entra con facilità nella mente di chi ascolta.
Nella ben nota traccia ‘Fly in the sky’ Pauline canta con il suo stile ben caratterizzato ricordandoci le atmosfere create da Shirley Bassey negli spy movies degli anni ’60.Grande cuore e grande ispirazione abilmente confezionate.
‘Vibraçao’ con la sua bassline danzante e la chitarra acustica suonate da Steve “Fisher” Micarelli ci porta diretti nella tipica atmosfera brasiliana, dove il flauto sottolinea un andamento gioioso e rilassato.
‘Bubbles’ è un ispirato e giocoso jazz song che parte dal colore cool and dark del contrabbasso per aprire alla vocalità sexy e sinuosa del tema. L’intervento del vibrafono e dei fiati riscaldano ancor di più il mood dal caratteristico jazz sound.

‘Dance the life’ è un irresistibile downtempo soul-track con hammond, chitarra acustica, batteria e percussioni dove il sax soprano duetta con la voce di Pauline in un’ atmosfera da live club.

Il latineggiante ‘May be yesterday’ parte con un rimshot solid-groove mentre i riff della chitarra elettrica rimandano al tipico 70’s funky sound.
Le bass lines cicliche e spesse sorreggono le parti vocali dalla accentuata ritmicità che sfocia in un fantastico scat-beats. Il flauto dà al sound generale un ulteriore tocco vibrante.

‘Talkin’ to the Moon’ è una jazz ballad dallo spirito lirico e intimista, notturno e lunare che rimanda all’appartenenza ancestrale ad un universo femminile, poetico ed onirico.

‘In your eyes’ è un brano dal sapore chill-out che racchiude in sé il ritmo accattivante proprio della bossa, arrichito da un mood pop e dall’incisivo intervento dell’elettronica.

Il primo dei due remix, firmato dai Barrio Jazz Gang, ‘Fly in the sky’ inizia con un brillante jazz broken beat, che è marchio inconfondibile del loro sound.
Il solido basso e l’electric piano sostengono la vocalità aerea e suggestiva di Pauline.
La linea ritmica dei bongoes corre veloce sul groove e gli stacchi orchestrali insieme alla chitarra ci trasportano nell’atmosfera del cinema d’azione

‘May be yesterday’ è il secondo Barrio’s remix ed è concepito come club-jazz dancefloor.
Lo scat in apertura e il suono dell’hammond ci portano in una dimensione retro’ sapientemente creata anche dall’utilizzo di filtri sulla voce.

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